Sulla carta stampata, su Internet, nei discorsi e nelle notizie. Una cosa è certa, Facebook in questo momento di esplosione dei social network è praticamente dappertutto. Nella notizia e spesso e volentieri ''La'' notizia stessa.
Un paio di esempi sul tema sono di strettissima attualità: qualche giorno prima della partenza dell'edizione del Giro d'Italia tutt'ora in corso, è comparsa sul sito della Gazzetta la notizia dell'esclusione dalla ''corsa rosa'' della più vecchia ''maglia rosa'' ancora in attività, Andrea Noè, per decisione della Liquigas, il team per la quale lo stesso Noè è sotto contratto. L'articolo, oltre ad illustrare la decisione del team ciclistico, si è soffermato fin dallo stesso titolo a sottolineare la protesta montata su Facebook a sostegno del corridore e della sua partecipazione alla manifestazione su due ruote.
Ma gli esempi di come il social network più famoso e diffuso sia diventato uno strumento da cui attingere notizie o a cui fare riferimento per tastare gli umori e le opinioni della gente comune sono molteplici. In questo senso le giornate tipo delle squadre di calcio di Serie A riviste in chiave in ironica, nate dalla mente degli utenti del social network sono finite quindi sulle pagine sportive dei maggiori quotidiani nazionali, come Il Corriere Della Sera, Libero e Il Giornale.
Ma anche esempi più comuni di interazione tra Facebook e la vita quotidiana non si sono sottratte dal diventare notizia. E' il caso dell'articolo, comparso qualche giorno fa sul sito del Corriere, su una dipendente in malattia licenziata perchè beccata ad utilizzare Facebook da casa.
Nel mondo del Web 2.0, dove tutti possono o dovrebbero poter dire la loro, il social network diventa dunque produttore, ispiratore, contenitore, diffusore e al tempo stesso notizia stessa vera e propria.
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Intervista a Matteo Marzotto
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