
Una vittoria per i maniaci dei Social Network e per tutti i lavoratori dipendenti al centro di dispute con i propri datori di lavoro sull'utilizzo dei più popolari siti di svago in rete, quali Facebook, Myspace e Youtube. Dall'Università di Melbourne infatti arrivano infatti i risultati di uno studio condotto su 300 lavoratori che sembra dimostrare come l'utilizzo di internet per scopi ricreativi durante l'orario di ufficio aumenti la produttività del singolo lavoratore, rispetto a coloro che invece non si concedono pause di alcun tipo.
Secondo la ricerca infatti, se il tempo passato online su questi siti non è eccessivamente elevato, ovvero superiore al 20% dell'orario totale di lavoro, lo svago e la distensione che ne derivano aiuterebbero a lavorare successivamente molto meglio e più rilassati, con un aumento della produttività, secondo i ricercatori, addirittura del 9%. Una sconfitta dunque, almeno sulla carta, per quelle aziende che invece spendono fior di quattrini in filtri e sotfware proprio per impedire l'accesso da parte dei propri dipendenti ai siti sopracitati. Con la repentina esplosione dei social network, in primis Facebook e Youtube, anche in Italia ci sono stati casi emblematici di misure considerate ''anti-cazzeggio'': Poste Italiane ha negato l'accesso al sito di social network per i suoi dipendenti mente al Comune di Napoli hanno messo in atto un provvedimento più originale e apparentemente più morbido, ovvero il frazionamento del tempo passato su Facebook. Non più di un'ora al giorno, suddivisa in blocchi da 10 minuti ciascuno. La stessa ''morbidezza'' è stata però negata dal comune di Milano ai propri dipendenti.
Cosa risulterà ora dopo questo studio dell'università australiana? Per il momento il commento è affidato a Brent Coker, che ha guidato il team di studio a questa ricerca: “Le aziende spendono milioni in software per impedire ai loro dipendenti di guardare video, usare siti di social networking o di shopping online col pretesto che causi una perdita di milioni in termini di produttività. Non è sempre così .Le persone hanno bisogno di distrarsi un po' per poi tornare a concentrarsi. Pause brevi e non intrusive, come una rapida occhiata a Internet, aiutano la mente a riposare, portando ad una concentrazione sul lavoro maggiore nell'arco di una giornata, e come risultato, aumentano la produttività".


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