
In tempi di web 2.0, giornali in rete e informazioni più o meno accessibili a tutti, stupisce, ma forse non più di tanto, come il mondo di Internet, e di alcuni siti in particolare, e quello delle notizie, siano esse in forma virtuale o cartacea, spesso si intersechino e rappresentino l'un l'altro una fonte di materia prima a cui attingere. Il caso dei social network, e più in particolare del onnipresente e ''onnicitato'' Facebook, è emblematico. Spesso e volentieri negli ultimi tempi è possibile incontrare sui principali mezzi di informazione notizie più o meno importanti, o anche solo semplici curiosità, che si rifanno o che si collegano in qualche modo al pensiero espresso dagli utenti che a milioni in Italia e nel mondo frequentano giornalmente il network. Un paio di esempi sul tema sono di strettissima attualità: proprio ieri la Gazzetta dello Sport ha pubblicato una notizia sul proprio sito riguardo la mancata partecipazione al prossimo Giro d'Italia di Andrea Noè, la più vecchia ''maglia rosa'' ancora in attività, per decisione della Liquigas, il team per il quale lo stesso Noè è sotto contratto. L'articolo, oltre ad illustrare la decisione del team ciclistico, si è soffermato sulla protesta montata su Facebook a sostegno del ciclista veneto, citando anche come lo stesso Noè disponga di un proprio profilo sul sito ed abbia circa 500 amici. Un aspetto questo che a prima vista sembrerebbe marginale rispetto alla notizia stessa dell'esclusione dal Giro. Ma evidentemente in ''Gazzetta'', come in altri quotidiani, sono risultati decisivi i numeri, che fanno di Facebook un fenomeno globale in continua ascesa. Solo in Italia gli iscritti hanno raggiunto gli 11 milioni, ovvero quasi un sesto dell'intera popolazione del paese. Numeri da capogiro, considerando come l'Italia sia ancora indietro nel processo di informatizzazione e diffusione di Internet rispetto ai maggiori paesi europei. Nonostante questo, il nostro paese è al quarto posto in Europa per utilizzo del social network, dietro solo a Regno Unito, Francia e Turchia, con un aumento di iscritti del 2721%, percentuale superiore a tutti i paesi europei.
Di fronte a questo fenomeno Facebook è diventato per i ''creatori d'informazione'' uno strumento da cui attingere notizie o a cui fare riferimento per tastare gli umori e le opinioni della gente comune. Esempi sono le giornate tipo delle squadre di calcio di Serie A riviste in chiave in ironica, nate dalla mente degli utenti del social network e finite quindi sulle pagine sportive dei maggiori quotidiani nazionali, come Il Corriere Della Sera, Libero e Il Giornale. Un altro caso di come Facebook incontri l'informazione è il caso, comparso qualche giorno fa sul sito del Corriere, di una dipendente in malattia licenziata perchè beccata ad utilizzare Facebook da casa. Caso che ha generato molte polemiche e dibattiti dentro e fuori il social network sulla relazione tra ''navigare in rete in malattia'' e ''lavorare''.
Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano come Facebook può diventare notizia e come una notizia possa essere influenzata da Facebook. Nel mondo del Web 2.0, dove tutti possono o dovrebbe poter dire la loro succede anche questo.


